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Dalla Sicilia all'Europa in bicicletta

Dalla Sicilia all'Europa in bicicletta

Abbiamo recentemente intervistato Vincenzo Asciutto che, insieme ad alcuni suoi compagni, da qualche anno a questa parte, progetta "viaggi" ciclo-turistici per conoscere ed esplorare l'Europa.

Ciao Vincenzo,

recentemente tu e 3 compagni di avventura siete partiti dalla Sicilia alla volta di Parigi. Nulla di straordinario se non fosse che da Genova avete inforcato le vostre biciclette e avete pedalato per circa 1000 km per raggiungere la capitale francese.


- Quando e come è nata questa avventura?
Ogni due anni, il nostro gruppo, realizza un progetto di ciclo-turismo dove l’obiettivo è quello di conoscere ed esplorare l’Europa percorrendo in bici 900 Km, mettendo a dura prova il nostro fisico, la nostra bici e il nostro equipaggiamento. Un progetto che viene scelto dopo l’ultima avventura affrontata nel biennio precedente. Nel mese di luglio del 2014, mentre tornavamo dal Cammino di Santiago in macchina, insieme alle nostre bici, abbiamo immaginato di arrivare a Parigi, alzare la nostra bici sotto la Tour Effeil dopo aver percorso in bici le strade dell’Italia e della Francia superando le Alpi.


- Raggiungere Parigi non è stato il vostro primo “bici-viaggio”. Quali altre mete avete raggiunto?
Negli anni precedenti al 2012, abbiamo percorso in lungo e in largo la nostra Sicilia, infatti ogni anno abbiamo scelto una zona esplorandola completamente. I nostri viaggi duravano tre giorni percorrendo in media 500 Km. Questi viaggi ci hanno fatto apprezzare le nostre coste e città ed infine abbiamo anche conquistato la vetta più alta, l’Etna, con i sui crateri sommitali e la pista Altamontana. Nel 2012 abbiamo realizzato quella che sembrava un’impresa titanica, la nostra prima vera impresa: da Collesano piccolo paesino delle Madonie, in provincia di Palermo vicino a Cefalù, arrivare a Roma. Collesano - Roma in bici, più di 900 Km percorsi sulle varie statali che portano alla capitale. Dopo questo viaggio ci siamo resi conto che eravamo pronti per affrontare altre imprese così dure ed impegnative, allora si decise di progettare e realizzare i nostri obiettivi ogni due anni, sia per una questione economica sia per non togliere tempo estivo (ferie) alle nostre famiglie. Nel 2014 abbiamo percorso il Cammino di Santiago partendo da Saint Jean piè de Port (Francia) fino a Santiago percorrendo la via Francigena.


- L’emozione più forte vissuta per ogni viaggio.
Ogni viaggio ci ha lasciato ricordi indelebili e molto spesso indescrivibili che nessuno potrà mai cancellare dalla nostra mente ma come recitava un attore in un film “ non è importante la destinazione ma il viaggio che fai per raggiungerla”. Certo avere delle foto dove ti rivedi alzare la bici sotto il monumento o la chiesa che la rappresentano è sicuramente una gioia, ma durante il viaggio molto spesso provi emozioni che ricordi più della destinazione stessa. Ad esempio il viaggio a Roma ci ha fatto apprezzare la costiera amalfitana, la Via Appia e Roma. Il Cammino di Santiago ci ha segnato interiormente oltre che fisicamente: tutti quei pellegrini che incontravamo, che ci raccontavano della loro esperienza e il motivo che li ha indotti ad affrontare questa forte esperienza che mette a dura prova il fisico e non solo. Quest’ultima avventura ci ha regalato le immagini delle Alpi con il passo del Moncenisio (2083 m) dove abbiamo percorso un passo che di solito vedevamo in televisione durante il giro d’Italia o il Tour de France. Giornata durissima che dopo tanta sofferenza, nel percorrere solo 25 Km, ci ha ripagato con un panorama mozzafiato e la consapevolezza di aver fatto la vera impresa sportiva: raggiungere la vetta.


- Come organizzate e scegliete i materiali che vi accompagnano in ogni avventura?
Il nostro gruppo, anche se economicamente risulta oneroso, sceglie di partire portandosi dietro le proprie bici invece di affittarle. Inoltre, proprio dall’esperienza maturata da queste nostre imprese, siamo stati più attenti anche nella scelta dell’abbigliamento specifico, soprattutto nel fondello dei pantaloni, dato che passiamo in sella alla nostra bici più di 10 ore al giorno. Per questo ci siamo affidati all’azienda Biemme per la realizzazione dell’abbigliamento della nostra associazione.


- La prossima meta?
Ancora non abbiamo scelto la meta del 2018. Tra le varie opzioni abbiamo pensato ad un “viaggio della memoria” andando a visitare i campi di concentramento (Auschwitz, Dukai..) della seconda guerra mondiale. Comunque la decisione sarà presa dopo l’estate, quando riprenderemo ad allenarci sui nostri percorsi e le nostre montagne madonite.

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