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Intervista a Marcello Luca, Ultra Cyclist di razza.

Intervista a Marcello Luca, Ultra Cyclist di razza.

Continuano le interviste dei testimonial Biemme. È la volta dell’ultracycler piemontese Marcello Luca, classe 1973, che un paio di settimane fa è stato in azienda a toccare con mano le novità messe in campo da Maurizio Bertinato e a presentare le sue prossime sfide a partire da quella che vedrà il via il 17 marzo: il tentativo di battere il record Capital to Capital Montecarlo-Andorra. Naturalmente, tifiamo per lui.

D – Marcello, è la prima volta che varchi le porte del nostro sito produttivo di Brogliano?

M – No, sono già stato in Biemme dove ho conosciuto Giacomo Dal Grande e molti dei dipendenti che vi lavorano. Oggi, però, è stata la prima volta in cui ho conosciuto Maurizio Bertinato che mi ha piacevolmente stupito per la passione che riesce a trasmettere e per la vulcanicità delle sue idee.

Maurizio mi ha presentato alcuni dei nuovi prodotti, ancora in fase di test, ma prossimi al lancio. Penso lasceranno stupiti molti appassionati delle due ruote e non solo. Da domani li testerò anche io.

D – Quindi, oggi non ti sei allenato.

M – Beh, nessuno ti regala nulla e se non ti alleni per bene non vai da nessuna parte. Ho approfittato della settimana di scarico per poter incontrare alcuni dei miei sponsor.

D – Come si svolge la tua preparazione?

M – Mi confronto spesso con il mio preparato sportivo Massimo Bechis. Mi alleno 6 volte a settimana cercando di conciliare attività sportiva con quella lavorativa e con la mia famiglia. Di solito, il sabato e il lunedì affronto gli allenamenti più lunghi, riesco a star via oltre le 8 ore, grazie al fatto di aver sposato una santa, Silvia e grazie al fatto di avere un’attività in proprio per cui riesco a organizzarmi. E poi, non posso fare a meno delle mie due bellissime figlie: Martina e Matilde di 9 e 8 anni.

D – Non puoi fare a meno anche della bicicletta o sbaglio?

M – (ride, ndr) è proprio così. Sono sempre stato un agonista, ho fatto sci nautico per 12 anni durante i quali ho rappresentato la nazionale italiana nelle principali competizioni mondiali ed europee. Poi, mi sono dedicato al ciclismo e, dopo 3 anni di attività, mi sono dedicato al mondo delle Ultra. Da sempre mi piace stare in sella a lungo, da solo. Al tempo stesso sono un agonista, mi piacciono le sfide. Ho fatto 1 + 1 ed eccomi qua, Ultra Cyclist dal 2014.

D – I tuoi principali risultati a oggi?

M – La mia prima gara è stata la Ultra Cycling Race Across Italy, nel 2014. Ho vinto. Sono stato il primo, e sinora unico atleta del mondo Ultra, a vincere al debutto. Nello stesso anno ho partecipato al TorTour di Palma de Maiorca, vincendo.

Nel 2015 ho tentato il primo record mondiale UMCA, quello Capital to Capital, Monaco – San Marino. Il tentativo è andato a buon fine e sono riuscito a stabilire il nuovo record abbassando il precedente di circa 6 ore. Inoltre, ho bissato la vittoria al TorTour di Palma de Maiorca e ho conquistato il 2° posto ai Campionati Italiani di Ultra Cycling, grazie ai piazzamenti ottenuti alla Race Across Italy e alla Ultracycling Dolomiti.

D – Obiettivi del 2016?

M – Tentare un nuovo record del mondo nel mese di marzo; confermarmi tra i migliori italiani partecipando al circuito Ultra Cycling Italia e, un sogno nel cassetto: il TorTour Svizzera.

D – Come hai conosciuto Biemme?

M – Grazie a Stefano Falletti, l’agente del Piemonte. Grazie a lui si è potuta concretizzare la collaborazione con Biemme che da quest’anno si estende anche al mio team, Ultra Bike Cycling Team che nel primo anno di vita conta già 22 adesioni.

D – Qui la domanda è d’obbligo: tutti assidui ciclisti come te?

M – No, di Ultra Cyclist siamo solo 4. Gli altri si dilettano su distanze “normali”.

D – Al TorTour hai testato il nostro fondello di punta il GARUN2, sensazioni?

M – Nelle circa 19 ore passate in gara ho sentito da subito sensazioni molto positive: l’ho trovato morbido, dello spessore giusto, comodo, avvolgente, ottimo nell'assorbire le vibrazioni del telaio e del terreno.

Ho trovato eccezionale il fatto che l'imbottitura fosse staccata dal pantaloncino facendo sì che non ci fossero sfregamenti diretti. Anche con il passare delle ore ho notato di essere riuscito a stare seduto in sella senza alcun problema in salita e nei tratti di pianura dove ho dovuto avanzare in punta. Le sensazioni sono state molto buone anche superate le 15 ore di gara dove non ho mai avuto nessun tipo di dolore e/o fastidi eccessivi.

D – Maurizio, di quali novità ti ha parlato?

M – Il “boss” è entusiasta del GARUN Biomeccanico, il fondello nato dalla collaborazione tra Biemme e Mauro Testa che, nei prossimi giorni, mi riserverà una visita biomeccanica. Non vedo l’ora di testarlo. Inoltre, ho ricevuto le calze a compressione con tecnologia F.I.R. che saranno lanciate a breve sul mercato. Spettacolari!

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